Volevo solo fare la doccia!

Docce di hotel che fanno rimpiangere il bagno di casa, e come evitare di incontrarne

Recentemente, un’amica ha condiviso un’immagine che mi ha fatto sorridere, prima, e riflettere, poi un po’ amaramente: nel bagno del suo hotel ha trovato una scheda – formato A4, stampata fronte/retro -con istruzioni dettagliate su come utilizzare la doccia. Un manuale d’uso, in pratica, per un gesto quotidiano che dovremmo considerare naturale – e che però in hotel, proprio quando siamo in vacanza e a tutto vorremmo pensare meno che a studiare, oppure via per lavoro e con i minuti contati . appare fuori posto.

Eppure, non mi ha sorpreso. Nei miei due decenni comodi come ispettore di hotel e consulente per strutture indipendenti, ho vissuto abbastanza esperienze bizzarre nei bagni degli hotel da rendermi conto che, troppo spesso, la progettazione degli aspetti che dovrebbero essere più funzionali è (ancora) messa in secondo piano. Dagli impianti idraulici che sembrano sfidare la logica, alle docce che richiedono una laurea in ingegneria per essere utilizzate, c’è (ancora) qualcosa che non va. E la domanda è sempre la stessa: perché?

Quando soggiorniamo in hotel, la comodità e l’efficienza degli spazi sono fondamentali per un’esperienza positiva. Tra gli spazi più critici dal punto di vista dell’esperienza dell’ospite, il bagno è senza dubbio uno dei più delicati. Vi vedo, anche voi, a imprecare contro la doccia che si rivela un rebus, sperimentando frustrazione invece dell’agognato relax. Eppure, piccoli cambiamenti nel design potrebbero fare una grande differenza.

Rubinetti, non test di intelligenza

La mia amica è solo la prima di una lunga serie di ospiti che si sono trovati a fare i conti con docce che sembrano essere progettate per creare più confusione che comodità. Manopole troppo complesse, doccette che non si fissano bene, o temperature dell’acqua difficili da regolare sono solo alcuni dei problemi comuni.

In foto, la dispensa che ha dovuto studiare prima di riuscire a fare la doccia con la certezza di non ustionarsi, congelarsi o bagnare involontariamente i capelli.

(A difesa dell’hotel in questione, c’è da dire che in questo caso si trattava di una doccia multifunzione ma la domanda che torna è sempre la stessa: ne abbiamo davvero bisogno? E comunque altrove ce ne sono di più semplici e intuitive)

Volendo escludere che chi sceglie comandi poco intuitivi per la doccia abbia in se’ il seme del sadismo o voglia vendicarsi di una vita amara, sono portata a credere che le ragioni per le quali lo faccia obbediscano a logiche di pure estetica. Ma scegliere un oggetto per la sua estetica senza considerare la sua funzionalità è un errore che può compromettere profondamente l’esperienza dell’ospite. Quando si parla di rubinetteria, infatti, linee eleganti non bastano. L’estetica senza funzione è arte, non design. Un oggetto ben progettato deve coniugare la capacità di assolvere a una necessità pratica con la sua resa estetica.

In un bagno d’hotel, dove gli ospiti provengono da esperienze e background diversi, è essenziale che la rubinetteria sia semplice da usare e risponda immediatamente alle aspettative di comfort e sicurezza. Un rubinetto elegante ma difficile da manovrare o che non permette di regolare correttamente la temperatura dell’acqua non solo crea frustrazione, ma interrompe anche l’esperienza complessiva del soggiorno.

Ogni ospite che entra in una stanza d’hotel si aspetta una funzionalità immediata, senza dover imparare un sistema complesso o affrontare difficoltà nell’uso degli oggetti. La rubinetteria, in particolare, deve essere pensata per una varietà di persone con bisogni e abitudini differenti: qualcuno potrebbe avere poca forza nelle mani, qualcun altro potrebbe cercare un comando rapido per ottenere la temperatura giusta. In questi casi, un design che non risponde a queste esigenze non è solo un errore estetico, ma un fallimento funzionale.

Il design di un oggetto deve anche garantire praticità e durabilità. La rubinetteria che non è facilmente manutenibile o che si deteriora velocemente compromette l’esperienza non solo degli ospiti, ma anche del personale che deve occuparsi della pulizia e della manutenzione. Quando il design si concentra solo sull’aspetto senza tenere conto delle necessità quotidiane e del suo impatto sulla funzionalità, si perde di vista la sua vera essenza. La funzionalità deve essere la base, il punto di partenza, per un design che rispetti le aspettative degli utenti e, al contempo, migliori la loro esperienza.

Acqua ovunque, tranne dove serve

Uno dei problemi più frequenti nelle camere d’hotel è la gestione dell’acqua durante la doccia. La disposizione della cabina doccia o della vasca è spesso tale da non riuscire a contenere l’acqua, che finisce per allagare il pavimento. Non è raro trovare persino adesivi che invitano a prestare attenzione in caso di “pavimento scivoloso”, che sono chiaramente pensati per difendersi dall’assicurazione che qualche cliente meno compiacente attiverà, non certo per evitargli di scivolare sul pavimento irrimediabilmente allagato. Per non parlare poi di quanto antipatico sia, nei bagni spesso ciechi degli hotel, con areazione minima, ritrovarlo nelle stesse condizioni anche ore più tardi…

Forse la tenda della doccia è troppo corta, forse la cabina è priva di una barriera adeguata, la favolosa parete in cristallo molato e la costosissima rubinetteria non si “parlano”, o magari lo scarico è posizionato in modo non corretto.  In ogni caso, un fail bello grosso. Dormiteci nelle vostre camere, provatele!

Spazio: ultima frontiera

Veniamo al mio preferito. Posso accettare di lavarmi “a pezzi”, posso asciugare il pavimento, ma non accetto di non poter appendere l’accappatoio o il mio necessaire per la toilette. La mancanza di spazio in bagno per riporre i propri effetti personali è IL MALE.

Non vale solo per i bagni, anche le camere nella loro interezza a volte mancano di spazio nel bagno l’assenza di mensole o ripiani rende difficile appoggiare shampoo, balsamo, sapone, il proprio rasoio o il make-up. Ci sono bagni che mi hanno fatto desiderare un gancio o una mensola come mai avrei creduto possibile. Per non parlare del vantaggio anche per il personale di pulizia, che può muoversi in uno spazio più funzionale e ordinato (ok, ok, i clienti non sempre lo sono comunque ma per quelli volenterosi, mensole e ganci sono un ottimo assist)

Vedo la luce!

L’illuminazione è fondamentale in un bagno, in particolare nell’area della doccia, dove la visibilità deve essere ottimale per garantire sicurezza e comfort. Tuttavia, molte strutture non forniscono una luce sufficiente, rendendo difficile anche vedere i prodotti da bagno o valutare il proprio aspetto dopo una doccia. Una luce troppo fioca o posizionata male può creare difficoltà, mentre un’illuminazione troppo intensa può risultare fastidiosa.

La soluzione? Il LED, signori! Introdurre luci LED regolabili che possano garantire una luminosità adeguata per ogni necessità. Una luce morbida e diffusa nella zona della doccia sarebbe l’ideale per creare un ambiente rilassante e funzionale. Albergatori, smettete di preoccuparvi delle docce emozionali: dateci illuminazione adeguata e le emozioni ce le procureremo da noi!

Caccia ai perchè

Alcuni degli aspetti che ho sollevato sembrano di semplice soluzione, eppure ci sono più ragioni, profonde, che evitano siano affrontati.

La prima riguarda una visione un po’ miope del business. Capita che chi gestisce l’hotel si concentri sull’estetica e meno sulla funzionalità, pensando che l’esperienza degli ospiti sia amplificata più dall’aspetto della stanza e delle aree comuni. Tuttavia, ciò che veramente definisce la sua esperienza è la comodità, la capacità che la struttura ha di accogliere, anticipare esigenze, prevenire e allontanare problemi – che a volte finisce in secondo piano. Alcuni hotel sono più inclini a seguire le tendenze del settore, imitandosi a vicenda e adattando design che hanno avuto successo in altre strutture. Questi “trendy” design, come le docce a vista o i letti ricoperti di cuscini decorativi, sono più una risposta al visual marketing che a reali necessità pratiche degli ospiti – che si trovano a vivere una “vetrina” esteticamente attraente ma scomoda da usare.

Inoltre, c’è un aspetto economico non trascurabile. A volte, nonostante l’ovvia necessità di una migliore progettazione, gli hotel sono riluttanti ad apportare modifiche strutturali o a investire in un design che possa risolvere i problemi quotidiani. Cambiare la disposizione delle prese, migliorare i sistemi di illuminazione o ripensare le docce sono iniziative che comportano investimenti, che gli albergatori non sono sempre disposti ad affrontare, preferendo concentrarsi su altri aspetti percepiti come più urgenti o redditizi.

Infine, non possiamo dimenticare la scarsità di feedback sinceri. Spesso gli hotel non raccogliono le opinioni dei clienti in modo sistematico, oppure i commenti che ricevono riguardano più il comfort generale, la pulizia o la qualità del servizio piuttosto che questioni specifiche legate al design delle camere. Questo porta alla situazione in cui le problematiche pratiche, come una doccia che allaga il pavimento o un asciugacapelli poco funzionale, passano inosservate o vengono considerate “normali inconvenienti” che non richiedono modifiche.

Più di tutto, mi pare evidente che Quattro Hotel e chef Barbieri non abbiano ancora un pubblico sufficientemente affezionato. Peccato, sono tutti aspetti che emergono praticamente in ogni puntata.

In sostanza, quello che accade in alcuni casi è che l’esperienza dell’utente viene vista come qualcosa che si limita alle apparenze o ai servizi principali, mentre le piccole problematiche quotidiane vengono ignorate fino a diventare irritanti e frustranti. Se solo TUTTI gli hotel investissero in un ascolto più attento delle necessità pratiche dei loro ospiti e in un design che facilitasse l’esperienza quotidiana, potrebbero trasformare un soggiorno da semplice “tappa” a una vera e propria esperienza piena di comfort e bei ricordi.

Il Service Design può aiutare

Ma come, parliamo di spazi e tu suggerisci servizi?

Il service design aiuta a progettare meglio le camere di hotel migliorando l’esperienza complessiva degli ospiti. Attraverso un approccio centrato sul cliente, il service design analizza e ottimizza tutti gli aspetti di un soggiorno, dalla prenotazione al check-out. Nel caso delle camere d’hotel, questo significa considerare elementi come la disposizione degli spazi, l’arredamento, i comfort, l’illuminazione e la tecnologia, in modo che siano funzionali, confortevoli e rispondenti alle esigenze degli ospiti.

Inoltre, il service design coinvolge la creazione di una coerenza tra l’ambiente fisico della camera e i servizi offerti, migliorando la percezione del soggiorno attraverso un’attenzione ai dettagli e l’integrazione dei feedback degli utenti. Questo approccio permette di rendere ogni aspetto dell’esperienza in hotel più piacevole, efficiente e memorabile.

Se vuoi scoprire come potrebbe aiutare anche te, contattaci.

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immagine di copertina: Raphael Maksian via Unsplash